La compagnia Istarion propone performance teatrali in cui vengono proposte intense storie in grado di coinvolgere il pubblico e stimolare la riflessione sui temi dell’intercultura, dell’integrazione, dell’ecologia e delle pari opportunità. Agli spettacoli è possibile abbinare microlaboratori teatrali ed animazioni sul tema delle narrazioni.
La compagnia nasce nel 2004 come gruppo di ricerca su pratiche teatrali, ecologia profonda e Pedagogia della Pace e dal 2004 collabora con il centro di educazione alla Pace “Ca’pace” con animazioni teatrali e spettacoli-laboratorio. Nel Luglio 2006 realizza con successo il primo studio dello spettacolo “Aracne Pneumatica” a Lecco (Casa sul pozzo) e nel 2007 per i comuni di Fiorano e Sassuolo realizza due repliche dello spettacolo di narrazione “Le chemin de fer” sul tema dell’emigrazione italiana negli anni 50.
Nel 2008 esce nel mese di maggio con la nuova elaborazione di “Aracne pneumatica”all’interno della rassegna “Primavera Donna” del Comune di Reggio Emilia, partecipa alla rassegna teatrale organizzata da “La Birimbolgia” nel mese di giugno con una replica di “le chemin de fer” ad Albinea e nel mese di luglio al Festival Status Quo di Casalgrande (RE) dove ripropone lo spettacolo “Aracne Pneumatica” abbinato al laboratorio di danza-movimento “Iktomi…la tessitura”, allo scopo di recuperare il valore simbolico, pedagogico e terapeutico del teatro e della danza mediante una pratica creativa e poetica.
Da ottobre 2008 apre una scuola di teatro contemporaneo dal titolo “la sartoria del racconto” che si propone come scuola di formazione per attori e attrici a cadenza settimanale, e nasce dal desiderio di recuperare l’arte del raccontare insieme alla possibilità di sperimentare l’integrazione tra voce, musica e movimento.
Sempre dal mese di ottobre 2008 propone “Oikos”, un laboratorio di teatro ecologico ed espressività corporea a cadenza settimanale un percorso che si è sviluppato durante l’anno utilizzando tecniche di movimento creativo, narrazione, danza etnica ed expression primitive per esplorare le trame simboliche universali custodite nei miti e danze etniche, nel proposito di favorire lo sviluppo della creatività e la crescita di una coscienza ecologica.
A maggio 2009 esce con il primo studio di “Chipko, l’abbraccio della foresta”, spettacolo di narrazione, danza e canto ispirato al movimento di protezione e salvaguardia delle foreste nato in India, che intreccia i temi dell’ ecologia profonda, della nonviolenza, dell’emancipazione femminile e scambio generazionale.
La compagnia studia e sperimenta sentieri di pedagogia teatrale col sogno di risvegliare un teatro ecologico che possa recuperare la funzione pedagogica e rituale del teatro delle origini, ovvero quella di accompagnare l’individuo nel suo percorso di crescita e autenticazione, sostenendolo nei passaggi delle fasi della vita e favorendone l’integrazione corporea, emotiva e spirituale in armonia con il più vasto mondo naturale e creaturale di cui è parte.
Un teatro povero, senza effetti speciali ma fatto di storie, corpo e voce che rievoca l’immagine del cerchio magico del racconto antico sussurrato nella stalla o intorno al falò. Forte attenzione è riservata alla dimensione archetipico-simbolica legata alla convinzione che: riscoprire una coscienza ecologica, vivere in modo ecologico e nonviolento, significa innanzitutto ripartire da noi dal nostro corpo e dal nostro immaginario per partorire un futuro in cui siano riconciliate le violente separazioni tra persona e cosmo, tra mente e corpo, emozioni e ragione e tra maschile e femminile.